Grano “nazionalizzato” comprato all’estero, continua la speculazione in danno degli agricoltori foggiani

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Confagricoltura Foggia rilancia l’allarme già denunciato la scorsa settimana sul grano “nazionalizzato”, acquistato all’estero ma venduto e spacciato per grano acquistato in Italia. Una pratica scorretta, elemento di scarsa trasparenza nei confronti dei consumatori e delle imprese molitorie che quel grano poi lo lavorano per trasformarlo in pasta e altri prodotti.

“Il processo di nazionalizzazione di grano estero non si è arresta – così il presidente di Confagricoltura Foggia Filippo Schiavone – nonostante il calo della produzione e dunque una minor quantità di prodotto in circolazione, assistiamo a un’assurda battuta d’arresto dei prezzi dopo una crescita costante negli ultimi tempi. Cosa sta accadendo? E’ indubbio – aggiunge Schiavone – che la causa di tutto ciò sia la ripresa delle importazioni di grano dall’estero che fanno crollare la domanda interna di grano locale. Tanto più se il grano preso da altri paesi viene spacciato per nazionale o, appunto, nazionalizzato”.

Confagricoltura segnala, a tal proposito, che al momento della vendita di una partita di grano, la relativa fattura riportasse la seguente dicitura: “grano duro naz.”, laddove per “naz.” dovrebbe intendersi nazionalizzato. “Siamo in presenza di pratiche fuorvianti e dannose per l’economia del nostro territorio.  Chiediamo con  forza al Ministro Bellanova di intervenire affinché gli uffici del ministero controllino e seguano il percorso dei grani esteri, dal loro arrivo nei porti italiani fino alla loro trasformazione in pasta. 

La tutela della salute dei consumatori passa anche per la protezione dei giusti prezzi di vendita del grano dei cerealicoltori.