Puglia, il 40% delle aziende agricole è in crisi di liquidità

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Cia Agricoltori Italiani: “Accesso al credito insufficiente, il sistema bancario è in ritardo”
I dati della tavola rotonda ad Avetrana organizzata da Cia Due Mari e Confindustria Taranto
Il questore di Taranto: “Aumenta il rischio di infiltrazioni mafiose favorite dalla crisi”
Il 60% delle imprese agricole affronta una contrazione del proprio fatturato causa Covid-19

AVETRANA (TA) – Il 40% delle aziende agricole è in crisi di liquidità. Un dato allarmante contenuto in uno studio autorevole, il report “Covid-19, impatti economici nelle aziende agricole”, documento realizzato e pubblicato da CREA nell’ambito della Rete di Informazione Contabile Agricola e della Rete Rurale Nazionale. La percentuale di imprese agricole che lamenta difficoltà nell’accesso al credito è ancora più alta. Il 60% delle realtà imprenditoriali del comparto primario prevede una contrazione del proprio fatturato a causa dell’emergenza Covid-19. E’ da questi dati che ieri, martedì 4 agosto 2020, ha preso il via ad Avetrana la tavola rotonda su “Agromafie e difficoltà di accesso al credito per le imprese del settore agroalimentare”, organizzata da CIA Agricoltori Italiani della Puglia – Area Due Mari (Taranto-Brindisi) e Confindustria Taranto. Partner dell’iniziativa sono stati Camera di Commercio di Taranto, BCC Avetrana e il Comune di Avetrana.

Se n’è parlato nella suggestiva location del complesso fortilizio “Il Torrione”. I temi, introdotti dai saluti del sindaco di Avetrana Antonio Minò, del componente di giunta della Camera di Commercio Luca Lazzàro,  del presidente area Due Mari della CIA Pietro De Padova e del vicepresidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma, sono stati affrontati e approfonditi da ospiti illustri: Beatrice Lucarella, presidente della sezione Industrie Alimentari del Turismo e della Cultura; Cosimo Lanzo, consigliere BCC Avetrana; Mauro Di Zio, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani; e Giuseppe Bellassai, questore di Taranto. A moderare l’incontro, Nicola Mangialardi, giornalista esperto del settore agroalimentare e direttore Assogal Puglia. “La crisi economica conseguente al lockdown – ha spiegato il questore di Taranto Giuseppe Bellassai – potrebbe prestare il fianco ad infiltrazioni di organizzazioni mafiose nel tessuto economico, in particolare nel settore agricolo, il vero faro dell’economia pugliese. Per questo è nostro dovere fermarci insieme, valutare e pianificare. Dobbiamo fare rete ed essere presenti sempre, affinché il cittadino percepisca in ogni momento la sensazione di non essere solo, ma protetto e tutelato”.

“La difficoltà di accesso al credito rappresenta un problema che l’agricoltura vive con grande angoscia”, ha dichiarato Mauro Di Zio, vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani. “Purtroppo spesso ci scontriamo con un sistema bancario non completamente strutturato rispetto alle necessità dell’imprenditore agricolo, un sistema che non riesce a dare risposte adeguate. L’esigenza insoddisfatta di credito – ha aggiunto Di Zio – supera il miliardo di euro. Un’impossibilità di accedere al credito che ci preoccupa perché porta spesso a conseguenze estremamente negative”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Beatrice Lucarella, presidente della sezione Industrie Alimentari del Turismo e della Cultura: “Bisogna porre in essere azioni preventive e di coordinamento al fine di combattere le agromafie. Azioni di contrasto che, però, devono partire a monte”. “Dobbiamo fare rete”, ha dichiarato il presidente provinciale di CIA Due Mari Pietro De Padova. “Associazioni di categoria, enti, istituzioni, forze dell’ordine e istituti di credito. Dobbiamo urgentemente individuare le lacune e stabilire le priorità d’intervento, al fine di evitare drammatiche conseguenze. Dobbiamo tenere alta la guardia e tendere la mano a tutti, in particolare ai piccoli e ai piccolissimi imprenditori agricoli”, ha aggiunto De Padova. All’iniziativa erano presenti numerosi sindaci della zona, il vicepresidente regionale di Cia Puglia Giannicola D’Amico e il direttore provinciale di CIA Due Mari Vito Rubino.