Estate, Muse, Stelle, la rassegna culturale all’Anfiteatro di Lucera dal 12 agosto al 15 settembre 2020

Estate, Muse, Stelle, la rassegna culturale all’Anfiteatro di Lucera dal 12 agosto al 15 settembre 2020, sostenuta da Comune di Lucera, MIBACT, con fondi Fesr Fse 2014_20-PiiiL Cultura-Regione Puglia/Assessorato all’industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali/Assessorato al Bilancio e programmazione unitaria, Politiche Giovanili, Sport Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese,  Pugliapromozione.

In collaborazione con Provincia di Foggia, Primavera al Garibaldi (direzione artistica di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio), Conservatorio di musica Umberto Giordano, Università di Foggia, Accademia di Belle Arti di Foggia,  Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Fondazione Apulia Felix, Fai Puglia Soprintendenza Archeologica, Accademia di Belle Arti, Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Fai Puglia, Aps Cinque Porte Storiche di Lucera.

Sabato prossimo 22 agosto, ore 21.30, in scena sarà la musica colta. Il Conservatorio Umberto Giordano di Foggia proporrà il Quartetto di sassofoni Hyle in concerto (Antonio Bruno, Sante Leone, Riccardo Cavaliere, Antonio Russo). Il Quartetto di sassofoni del Conservatorio è un gruppo da camera nato nel 2018 all’interno delle attività artistiche del Conservatorio con l’obiettivo di promuovere la versatilità dello strumento nella resa di generi diversi, dal repertorio originale (A. Glazunov – “Quatour”, A. Desenclos – “Quatour”, H. Pousseur – “Vue sue lesjardinsinterdits”) alle trascrizioni moderne (S. Sciarrino – “Canzoniere da Scarlatti” e “Pagine”). Ha partecipato a diversi concorsi e manifestazioni tra i quali ‘Musica nelle Corti di Capitanata’ (ed. 2018 e 2019) e il concorso internazionale ‘Rizzardo Bino’. Svolge un’intensa attività di produzione nel territorio, di cui si cita la commemorazione del sito UNESCO ‘Foresta Umbra’ nel 2020.

Prossimamente: mercoledì 26 agosto, ore 21.30, Antonio Stornaiolo e Emilio Solfrizzi ne Il cotto e il crudo, spettacolo che ha spopolato ovunque con ultima data pre-Covid al Manzoni di Milano. Con le affilate armi dell’ironia e della leggerezza, attraverso pensieri laterali, dialoghi serrati, poesie demenziali, fraseggi comici, esilaranti calembour, lo spettacolo Il cotto e il crudo propone in scena una coppia storica della comicità pugliese, negli anni ’80/90 noti come Toti e Tata. Dopo gli iniziali convenevoli e cerimonie, tra Emilio ed Antonio, scoppia un conflitto senza precedenti che nel giro di un quarto d’ora li porta inesorabilmente “al chi sono io ed al chi sei tu”. Niente e nessuno potrà fermare la “resa dei conti” tra i due, mentre parleranno di crisi economica, di politica, di energie alternative, di ricordi d’infanzia, di poesia e di metalinguistica.

Sabato 29 agosto, ore 21.30, l’Anfiteatro lucerino accoglierà Gianmarco Saurino, con Rotte-Storie e Migrazioni. Pur essendo uno dei volti noti della TV (di recente la fiction di successo “Doc, nelle tue mani”) Saurino si è formato da giovanissimo in una delle realtà teatrali più vivaci di Foggia, il Teatro dei Limoni e ora torna in Puglia a teatro con una lettura di testi tra tradizione e contemporaneo.

I TRE SPETTACOLI A CURA DI PRIMAVERA AL GARIBALDI

Settembre apre le porte a tre spettacoli a cura di Primavera al Garibaldi, con la direzione artistica di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio: mercoledì 2 settembre, ore 21.30, la Compagnia del Sole con Flavio Albanese e la regia di Marinella Anaclerio porterà sulle scene II Federico (Secondo Federico), di Roberto Scarpetti. Regia Marinella Anaclerio. Lo spettacolo Secondo Federico è scritto dallo sceneggiatore e drammaturgo Roberto Scarpetti, diretto da Marinella Anaclerio, in scena:  Stella Addario, Flavio Albanese, Massimiliano Di Corato, Luigi Moretti, impreziosito dagli interventi musicali a cura de “La Cantiga de la Serena”: ensemble  di musicisti pugliesi che da anni si dedica al recupero ed alla rielaborazione della musica antica e tradizionale del bacino del Mediterraneo composto da Giorgia Santoro, Fabrizio Piepoli e Adolfo La Volpe. Secondo Federico è la nuova produzione la Compagnia del Sole, da sempre impegnata nel mettere in luce, attraverso figure classiche mitiche ma anche storiche  i Temi centrali per lo sviluppo della società contemporanea. Così dopo essersi confrontati con  Orlando, Leonardo, Socrate, Kronos Ulisse, ma anche Ágota Kristóf e Hanna, una casalinga tossicodipendente, è la volta dello Stupor Mundi Federico II di Svevia. Durante il 2019, il Puer Apuliae  è stato oggetto di esplorazione poetica e storica da parte della Compagnia del Sole, con l’obiettivo di divulgarne a più livelli la straordinaria modernità dell’uomo che pensò l’Europa prima dell’Europa. La scelta di concentrare l’esperienza artistica intorno alla figura di Federico II nasce in un momento in cui è molto acceso il dibattito sulla funzione ed utilità della comunità europea, e ci è sembrato importante parlare di una figura di potere che intendeva già ai tempi la funzionalità di un’unione tra gli stati  ed un dialogo pacifico con il nord Africa.  Legata com’è la sua figura ai tanti castelli del nostro territorio è stato naturale immaginarlo lì, tra le mura che l’hanno visto protagonista di tanti episodi oramai epici. Così nasce anche spontaneo l’obbiettivo di rientrare nell’ambito di un processo di promozione turistica del territorio. Nello specifico, il progetto ha l’obiettivo di innescare una ricaduta positiva sul territorio di riferimento attraverso azioni di spettacolo e di valorizzazione del patrimonio culturale, soprattutto in un’ottica di promozione storico-culturale, turistica e sociale del patrimonio materiale e immateriale della Regione Puglia.

Sabato 5, ore 21.30, in arrivo Luca Zingaretti ne La Sirena, dal racconto Lighea, di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Accompagnato dalle musiche del Maestro Germano Mazzocchetti, Luca Zingarettinon è solo interprete ma anche curatore della regia e dell’adattamentodrammaturgico. Uno spettacolo in cui trova spazio – nell’interpretazione di ungrandissimo attore italiano – in un percorso tra la carnalità del presente e laspiritualità dell’antichità, la ricchezza della poesia della terra siciliana sucui sembra palpitare quella melensa e liquorosa stasi del vivere che connotagran parte dei paesaggi e degli uomini.

Sabato 12 settembre, ore 21.30, prodotto dalla Compagnia Orsini: Massimo Popolizio, uno degli interpreti piu’ autorevoli della scena italiana, ne La caduta di Troia, dal libro II dell’Eneide. Stefano Saletti e Barbara Eramo hanno realizzato le musiche per questa pièce, in parte composizioni originali, in parte attingono alla tradizione mediterranea ed ebraico sefardita. Le lingue usate sono il ladino, l’aramaico, l’ebraico e il sabir, l’antica lingua del Mediterraneo. Saletti utilizza strumenti particolari come l’oud, il bouzouki e il bodhran per rendere le atmosfere evocate da Massimo Popolizio in un contrappunto sonoro tra le musiche e la voce limpida di Barbara Eramo che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale. Le musiche sono strutturate come una partitura con un susseguirsi di temi che sottolineano i passaggi più intensi del testo e paesaggi sonori che fanno da bordone alla narrazione di Popolizio e portano lo spettatore a viaggiare nel tempo e nello spazio attraverso la parola e le suggestioni sonore di timbri e sonorità antiche ed evocative.

Giovedì 10 settembre, alle ore 21.30, il Conservatorio Giordano propone l‘Orchestra di 24 Archi con direttore Daniele Belardinelli. Sorta nel 1992 a sostegno delle attività didattiche della classe di Direzione d’orchestra del Conservatorio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano è divenuta una solida compagine di riferimento nella produzione musicale della Capitanata. L’alta qualità dei docenti nei ruoli di prime parti e l’entusiasmo dei giovani diplomati e diplomandi del Conservatorio (scelti attraverso severe prove di selezione) si sono rivelati fattori vincenti non solo per il consolidamento del lavoro didattico ma ancor più per aver garantito all’orchestra traguardi artistici assai elevati. Ha collaborato infatti con illustri solisti e direttori quali Mirella Freni, Paolo Bordoni, Alexander Lonquich, Enrico Dindo, Massimo Quarta, Oleksandr Semchuk, Anna TifuPietro Bellugi, Donato Renzetti, Bruno Bartoletti. In veste di orchestra barocca ha inciso per Dynamics “La Daunia Felice” di Giovanni Paisiello a seguito della prima esecuzione in tempi moderni avvenuta nel 2002 al Teatro Giordano di Foggia. Domenica 13 settembre, alle ore 6 del mattino, suggestivo appuntamento con il Conservatorio Giordano di Foggia e il Dolce Color D’Oriental Zaffiro, concerto di note e versi diversi all’alba di un giorno nuovo. Musiche e testi originali di Mario Rucci, Sara Tomaiuolo (clarinetto), Costantino Rucci (violino), Alex Morsuillo e JoePadalino (percussioni) Mario Rucci (pianoforti, sinth), Giusi Fontana e Marco Terenzio Barbaro (voci recitanti). L’alba del 13 settembre sarà accolta, nella magnifica cornice dell’Anfiteatro romano di Lucera, da note e versi scritti e scelti da Mario Rucci, pianista e compositore lucerino, docente e già direttore del Conservatorio Giordano. Mentre il sole salirà alle spalle del portale ad est, nella prima parte del programma, l’autore eseguirà proprie composizioni al pianoforte. Seguiranno, suonati in prima esecuzione assoluta, brani solistici e d’insieme, composti per l’occasione. I singoli solisti eseguiranno, inoltre, brani di repertorio di Bach, Chopin, Paganini.

Infine, martedì 15 settembre, alle ore 21.30, ResExtensa Dance Company porterà in scena L’Acqua che tocchi. Leonardo: il labirinto magnifico. Ideazione, direzione e coreografie Elisa Barucchieri. Testi Selene Favuzzi. Regia Gianpiero Francese. Da Leonardo da Vinci a Bruce Lee: l’acqua, lo stupore della forma fluida e ogni suo significato. Il corpo, la fluidità, l’emozione umana e anche i l corpo, il tempo, le relazioni. L’entusiasmo di vivere, appieno, il mistero della vita. L’Acqua che Tocchi è un omaggio all’intensa bellezza della vita nella profondità leonardiana , che come l acqua deve fluire sempre. La creatività leonardiana, il suo infinito ricercare, capire, ispira uno spettacolo di forma e luce, movimento e parola di danza e acrobazia per un momento di meraviglia in onore al grande visionario. Nel tentativo di descrivere l’immensa opera di Leonardo, un viaggio attraverso i suoi segni e le sue parole, e dentro il vortice delle sue invenzioni.