Bonus Covid: il policlinico Riuniti ha rispettato l’accordo sottoscritto con Regione Puglia e organizzazioni sindacali

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Il lavoro di tutto il personale sanitario impegnato nell’emergenza Covid ha avuto la giusta ricompensa così come stabilito dalla Regione Puglia. Si tratta di un riconoscimento che va oltre quello umano e di elogio già ampiamente dimostrato e ancora vivido nelle menti di tutti, ma anche una giusta ricompensa per l’impegno e il sacrificio commisurati al rischio affrontato da tutto il personale: un premio che il Governo regionale riconosce a tutta la sanità pubblica, ecclesiastica e privata. Il decreto legge n.14/2020 ha stabilito, in deroga, che i fondi incentivanti per il personale del servizio sanitario nazionale sono complessivamente incrementati per ogni Regione e che per la Puglia sono stati stanziati dal Governo 16.582.736,00 di euro lordi a cui si sono aggiunte ulteriori risorse pari a 12.581.33 per un totale di 29milioni164.068euro che la Regione Puglia ha implementato con circa 896mila euro arrivando ad un totale complessivo di 30milioni di euro.

Nello specifico al Policlinico Riuniti di Foggia sono stati assegnati 2milioni 684mila euro totali basato su un duplice indicatore rappresentato dal numero dei ricoveri per Azienda e dal numero delle prese in carico di pazienti Covid positivi, il che consente di ottenere una rappresentazione corretta per le strutture ospedaliere Covid e di stimare l’impatto sui servizi di prevenzione e sulle strutture territoriali. L’accordo regionale ha previsto la suddivisione in diverse fasce di premialità (dalla A alla D) a seconda del coinvolgimento direttoo menoin attività di contrasto all’emergenza epidemiologica. L’indennità è stata scorporata in due fasi: entro luglio per il primo acconto e non oltre settembre per il saldo.

Per quanto riguarda l’area dirigenza, il Policlinico Riuniti conta 617 dipendenti che hanno lavorato nel periodo da marzo a maggio, in piena emergenza, per 18.007 giorni di turnazione; per l’area comparto (oss, infermieri, tecnici di laboratorio e tutto il personale che non rientra nella dirigenza), invece, sono stati effettuati 65.795 giorni di turno da un personale formato da 2491 risorse. Tutto il personale residuale non direttamente coinvolto nell’attività Covid è confluito nella fascia D.

Attraverso le direttive Covid della direzione strategica, il Policlinico Riuniti non ha avuto nessuna difficoltà ad individuare le strutture e il personale direttamente impegnato nel contrasto alla pandemia: gli accordi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali (a parte la Fials), attente a evidenziare azioni incisive a favore dei dipendenti, sono stati tutti rispettati dall’azienda ospedaliera che ha poi dato seguito anche con comunicazione dei direttori di struttura che hanno indicato il personale coinvolto con i turni effettuati.

Il Policlinico è stato hub Covid per la Capitanata per cui sono stati realizzati percorsi ‘sporchi’ dedicati alle emergenze coronavirus fin dal principio per garantire il massimo della sicurezza a pazienti e operatori, per cui a maggior ragione i dipendenti sono stati inseriti nella fascia cosiddetta a contatto diretto (oltre a quello indiretto) con le attività di contrasto all’emergenza epidemiologica. Nella fascia D è stato semplicemente considerato il personale che non è stato coinvolto o minimamente coinvolto con l’emergenza.

<L’azienda ospedaliera – spiega il direttore amministrativo Michele Ametta – ha assolto all’accordo regionale siglato anche dalle organizzazioni sindacali rispetto alle somme assegnate con il decreto legge quindi sia noi che il Governo regionale siamo stati rispettosi della distribuzione delle risorse statali stanziate per il premio Covid. E poiché il disagio del personale sanitario causato dalla pandemia è stato complessivo, la Regione ha voluto anche individuare una fascia, la D, che seppur non coinvolta direttamente ha subito le difficoltà del momento>.

Il Policlinico Riuniti sta comunque valutando alcune istanze pervenute da dipendenti o sindacati di rivedere la posizione di strutture o personali su cui si esprimerà la direzione sanitaria dopo un attento studio: la questione, dunque, non è ancora chiusa per le richieste di rivalutazione che l’azienda al momento sta istruendo.