L’importanza del Centro Diurno “Il Dono” nella vita dei senza dimora

Il servizio gestito dai Fratelli della Stazione e sostenuto da Fondazione Vodafone Italia

C’è la storia di Ruggiero, che dalla condizione di senza dimora è passato in un progetto di housing sociale e adesso oltre a scrivere per il giornale “Foglio di Via” sta ricostruendo concretamente la sua vita sociale e lavorativa. C’è la storia di Maria, che dalla condizione di senza dimora è stata accompagnata in un percorso che le ha permesso di trovare un alloggio ed una occupazione. C’è la storia di Sufu, la giovane donna di nazionalità Eritrea che durante nell’ambito del Laboratorio di Sartoria ha realizzato le mascherine anti-covid donate ai senza dimora della città. E così via. Tante storie che si sono e che si stanno intrecciando, tanti volti, tante vite. Alcune in qualche modo riescono a ripartire dopo essere cadute, altre fanno ancora fatica, ma nel Centro Diurno per senza dimora “Il Dono” trovano comunque un punto di riferimento a cui chiedere informazioni, servizi, accoglienza.

I SERVIZI OFFERTI
Promosso e gestito dall’Associazione di Volontariato “Fratelli della Stazione – onlus” di Foggia, oggi il Centro Diurno sito a Foggia in via Ernesto Petrone 14 (nei pressi della chiesa di Gesù e Maria), traccia un bilancio delle attività fin qui portate avanti grazie al sostegno della Fondazione Vodafone Italia, che dallo scorso mese di dicembre ha reso possibile la continuità dei servizi a disposizione di poveri e senza dimora, italiani e migranti. Sono 206 le persone che sono passate per la struttura messa a disposizione dalla Fondazione “Opera Pia L. Scillitani” che ha concesso in comodato gratuito il locale all’associazione “Fratelli della Stazione”. “Il Dono” è pensato come il luogo ideale in cui strutturare e dare continuità al servizio che l’associazione svolge da oltre vent’anni di sera, attraverso un intervento personalizzato di presa in carico. All’azione di orientamento ed accompagnamento ai servizi, di supporto psicologico e di assistenza sociale, il Centro diurno affianca un’azione di ricerca attiva di un lavoro o delle misure di auto-imprenditorialità, di eventuali forme di sostegno al reddito, di una casa o di un centro di accoglienza per la notte. Al contempo, la presenza costante di operatori e la strutturazione del servizio facilitano anche percorsi di riavvicinamento alla rete familiare e amicale degli utenti, una delle condizioni che la semplice attività di volontariato serale non riesce a favorire. Tra le attività più seguite figurano i vari Laboratori attivati, sempre grazie al sostegno di Fondazione Vodafone Italia: Arte-terapia, Sartoria, Giornalismo, alfabetizzazione informatica.

UTENTI SOPRATTUTTO ITALIANI
«La maggior parte degli utenti risulta essere di origine italiana, soprattutto in considerazione al fatto che l’attività più seguita è quella dei laboratori, dove il “gap” linguistico limita le possibilità di fruizione per un pubblico più vasto – spiegano gli operatori del Centro Diurno “Il Dono” – .  Seguono, in ordine, utenti dal Marocco, dal Pakistan e dalla Bulgaria e così via. Da notare come la richiesta della diffusione del giornale di strada “Foglio di Via” denoti la necessità di maggior accesso ad un reddito stabile, sopperita solo in parte dagli strumenti quelli già esistenti quali Reddito di Cittadinanza, Reddito di Dignità e dal più recente Reddito di Emergenza». Ma cosa chiedono poveri e senza dimora che si rivolgono agli operatori di via Petrone? «Le richieste dei servizi sono molto varie. Per lo più gli utenti lamentano la difficoltà nel reperire un alloggio stabile (in dormitori o progetti abitativi), la residenza anagrafica ed un lavoro duraturo. Tante le richieste anche per il servizio di tutela legale a cui sopperisce l’associazione Avvocato di Strada – Foggia, che collabora con “Il Dono”. Dall’analisi dei dati di servizio, la partecipazione ai sei laboratori, con circa 48 corsisti all’attivo, risulta essere la più proficua e denota la necessità di un maggior numero di attività formative e di corsi improntati su diversi target, di nazionalità ed età. In ambito lavorativo pochi gli utenti che fanno autonomamente richiesta di un curriculum o che ne conoscano l’utilizzo o cosa esso sia, segno che nel territorio foggiano viga ancora il passaparola per molti ambiti». Quale sarà il futuro del Centro Diurno “Il Dono”? L’obiettivo è di garantire il mantenimento dei servizi e delle attività, anche per questo l’associazione partecipa a bandi pubblici e privati per intercettare le risorse necessarie al mantenimento delle attività.