Piante di marijuana ed un reperto archeologico rinvenuti in un attico del centro di Manfredonia.

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Intuizione, tenacia e conoscenza del territorio, gli ingredienti che hanno portato alla brillante operazione di servizio.  

Mentre erano in servizio perlustrativo nel centro cittadino di Manfredonia, i Carabinieridel Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia sono stati attirati da un forte odore di sostanza stupefacente proveniente dalle finestre di un qualche appartamento del un condominio davanti al quale si trovavano a passare.

Insospettiti per l’insolita circostanza e certi che lo stupefacente non potesse essere troppo distante da quel punto, i militari, richiesto urgentemente il supporto di una Squadra cinofili della Compagnia della Guardia di Finanza, grazie all’infallibile fiuto di Gerico, un bell’esemplare di pastore tedesco antidroga, dopo una lunga e non facile ricerca hanno scoperto una vera e propria serra nel centro della città.

Individuata così la provenienza dell’inconfondibile odore, i Carabinieri hanno scoperto che un insospettabile 55enne aveva adibito il proprio attico a vera e propria serra, con tanto di impianto di irrigazione, deumidificazione, concimazione e ventilazione, ovvero tutto il necessario per coltivare, anche con fertilizzanti e pesticidi, in maniera nascosta e sicura, almeno sino al loro intervento, enormi piante di marijuana. All’atto della perquisizione, infatti, sono state rinvenute e sequestrate 2 piante di marijuana ancora in vaso alte oltre 2 metri, del peso complessivo di oltre 18 chili, le cui foglie ed inflorescenze, analizzate dal L.A.S.S. del Comando Provinciale Carabinieri di Foggia, avrebbero reso, stando alle tabelle ministeriali, oltre 26.000 dosi di droga.

Nella stessa circostanza, poi, oltre alla droga e al materiale utilizzato per la cura della “piantagione”, è stata rinvenuta e sequestrata anche un’anfora di presumibile  epoca romana, la cui detenzione in assenza delle prescritte autorizzazioni, essendo un manufatto d’interesse storico e quindi appartenente allo Stato, costituisce un reato specifico. Sulla stessa verranno effettuati ulteriori accertamenti finalizzati ad accertarne l’autenticità e la provenienza.    

Per quanto sopra il soggetto è stato quindi tratto in arresto per detenzione e produzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Sabato scorso il Tribunale di Foggia, al termine del procedimento celebrato con rito abbreviato, ha condannato il 55enne alla pena della reclusione per un anno e quattro mesi, oltre a 4.000 euro di multa ed al pagamento delle spese processuali.

Nel corso del medesimo servizio sono inoltre stati svolti controlli a tappeto su tutta la città, che hanno portato alla segnalazione di due persone,tra cui un minore, alla Prefettura di Foggia quali consumatori di stupefacenti, e, su oltre 50 persone e altrettanti veicoli controllati, alla contestazione di oltre 20 contravvenzioni al Codice della Strada per mancanza della copertura assicurativa dei mezzi, uso del telefonino alla giuda e mancato uso delle cinture di sicurezza.