Verifiche a tappeto della Polizia Amministrativa della Questura: stretta in materia di armi e controlli ad esercizi pubblici ed istituti di vigilanza.

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In questi giorni la Questura di Foggia ha dato particolare impulso ad una serie di verifiche e controlli in materia di Polizia Amministrativa che hanno riguardato diversi settori sottoposti a licenza o autorizzazione da parte del Questore, finalizzati alla verifica del rispetto delle normative di settore e anti-covid.
Un focus particolare è stato dedicato alle licenze di porto d’arma, materia particolarmente delicata in cui è fondamentale operare costantemente controlli sia preventivi che successivi al rilascio delle autorizzazioni.
Diversi i provvedimenti adottati. In particolare:

– sono state respinte 23 istanze di rilascio o di rinnovo di porti d’arma da fuoco, sia per uso caccia che per uso sportivo, nei confronti di persone risultate prive del requisito della buona condotta o comunque ritenute inaffidabili. Eclatante il caso di un soggetto che aveva chiesto il rilascio della licenza pur essendo stato condannato per aver favorito la latitanza di un noto esponente della mafia garganica, così come quello di un uomo indagato per maltrattamenti in famiglia nei confronti della moglie. In un altro caso le autorizzazioni sono state rifiutate a due fratelli che, nel corso di una lite, avevano minacciato di morte un vicino di casa. In altri due il diniego è dipeso dal fatto che si trattava di persone già sanzionate per uso di sostanze stupefacenti.
– nella zona dei “Quartieri Settecenteschi” è stata controllata una sala scommesse nella quale è stata riscontrata la mancanza della obbligatoria cartellonistica con gli avvisi anti Covid e del liquido igienizzante per i clienti. La sanzione ammonta a 400 euro.
– il titolare di un istituto di vigilanza della provincia è stato invece denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per la violazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza in quanto, a seguito di un’ispezione, sono state riscontrate gravi irregolarità nella custodia e nell’aggiornamento di registri e documenti la cui tenuta è disciplinata da uno specifico regolamento emanato dal Questore.