Nomina portavoce, il Presidente della Provincia, Nicola Gatta, replica al gruppo consiliare “insieme per la capitanata”

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“Comprendo le ragioni della polemica politica. Ciò che non posso condividere è l’insinuazione circa la mancata legittimità degli atti che vengono adottati.

La nota stampa diffusa dal gruppo consiliare ‘Insieme per la Capitanata’ circa il decreto con il quale, il 14 aprile scorso, ho provveduto a nominare quale mio portavoce il giornalista Paolo Ruotolo, da questo punto di vista contiene una serie di inesattezze piuttosto gravi.

I consiglieri provinciali firmatari del comunicato stampa, nell’invocare un avviso di interesse o una selezione pubblica, dimostrano di confondere il ruolo dell’addetto stampa ex articolo 90 del TUEL – che disciplina la composizione degli Uffici di Staff – con quello del portavoce, disciplinato dall’articolo 7 della Legge 150 del 2000.

Il ruolo di portavoce, infatti, per sua natura riveste carattere assolutamente fiduciario, è individuato attraverso la formula dell’intuitu personae e non prevede alcun obbligo di selezione pubblica né di una comparazione tra curricula.
È dunque appena evidente come non vi fosse l’esigenza di stabilire nessun criterio o requisito che non fosse l’esistenza di un rapporto fiduciario tra il professionista incaricato ed il presidente. Ed è altrettanto evidente come non abbia alcun senso il richiamo alle ‘risorse interne’ all’Amministrazione, presenti ed operanti nell’Ufficio Stampa dell’Ente, trattandosi dello svolgimento di funzioni e ruoli differenti.

La stessa sentenza della Corte dei Conti della Toscana del 3 marzo 2022, citata come una sorta di dimostrazione di ‘discutibile amministrazione’, non ha nulla a che vedere con quest’ambito.
D’altro canto, nel passato più o meno recente, altre Istituzioni ed Enti, con riferimento alla figura del portavoce ex legge 150 del 2000, hanno operato nel medesimo modo, a dimostrazione di un procedimento amministrativo che si muove nel pieno rispetto della norma e che, di conseguenza, non contiene elementi di illegittimità.

Invito i consiglieri del gruppo ‘Insieme per la Capitanata’, giacché mi pare chiaro che questo non sia avvenuto, a leggere con attenzione la legge 150 del 2000. Saranno così in grado di capire serenamente che le loro contestazioni, formulate polemicamente, risultano destituite di fondamento e, ovviamente, esclusivamente strumentali.

Inoltre consiglio a ciascuno di loro di visionare l’Albo Pretorio di altre Amministrazioni governate dalla loro stessa parte politica. Nel farlo scopriranno che alcune di esse hanno proceduto alla nomina dell’Ufficio di Staff in totale assenza di quello stesso avviso o selezione pubblica da loro invocati, sebbene questo passaggio sia previsto da una consolidata giurisprudenza relativa all’applicazione dell’articolo 90 del TUEL. Un caso di sospetto strabismo politico e amministrativo o, peggio, di malafede.

La comunicazione, checché ne pensino i consiglieri provinciali del gruppo ‘Insieme per la Capitanata’, non è mai uno ‘spreco’. È, viceversa, un rafforzamento del rapporto tra le istituzioni e i cittadini, tanto più utile e necessario in questa fase cruciale”.