Dobbiamo considerare che la morte è avvenuta nel lunedì dell’Angelo dopo che aveva nel giorno di Pasqua potuto congedarsi dal mondo e benedire il mondo.
Ho voluto subito che tutte le campane delle chiese suonassero a mezzogiorno e ieri sera ci siamo riuniti in cattedrale dove c’è stata tantissima gente”.
Lo ha detto l’arcivescovo della diocesi di Foggia-Bovino, monsignor Giorgio Ferretti, incontrando i giornalisti all’indomani della scomparsa del Papa.
“Per la sera di giovedì 24 aprile – ha proseguito – ho chiesto a tutte le parrocchie di Foggia di venire in cattedrale dove celebreremo una messa in suffragio con tutti coloro che vogliono partecipare. Disporremo in modo che ci sia spazio e ascolto per tutti. Contemporaneamente San Marco in Lamis e nelle parrocchie dei Monti Dauni saranno celebrate messe in suffragio”.
“Papa Francesco – ha ricordato – lo avevo conosciuto prima di andare in Africa e ho avuto la grande gioia di accoglierlo in Mozambico e insieme a tanta gente povera ne ho toccato la profonda tenerezza di Padre e di Pastore. Lui mi ha voluto a Foggia alla guida della diocesi ed è motivo di grande gratitudine. Il Papa è stato un grande uomo di pace e accoglienza e ha riportato i poveri al centro della Chiesa. Le persone sofferenti o nel bisogno non sono utenti o assistiti ma sono fratelli”.
“Perdiamo un grande uomo – ha sottolineato l’arcivescovo – ma confidiamo nel Signore e nel suo Santo Spirito perché ci sono bravissimi cardinali che porteranno avanti il messaggio di Papa Francesco. Lui ha iniziato un processo che speriamo non venga interrotto, anzi credo fermamente che il prossimo pastore continuerà su questa strada perché è quella giusta, del Vangelo.
Le due parole importanti di Papa Francesco sono state misericordia e tenerezza. Proprio nella misericordia Dio mostra la sua onnipotenza. È un ossimoro bellissimo perché è nell’amore che si vince e poi dall’amore viene una ricerca di pace e accoglienza di un mondo che vive insieme”. “Se perdiamo questi messaggi – ha concluso – il mondo è destinato ad un cammino di autodistruzione”. (ANSA)















