Carcere di Foggia  allo stremo , il SAPPE scrive al Prefetto, all’Asl, alla sindaca, ai politici nazionali e regionali  della provincia

Nei giorni scorsi il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, ha inviato  un accorata lettera alle massime autorità politiche ed amministrative del territorio  per  chiedere un aiuto per  il carcere di Foggia  che sta vivendo il momento più drammatico  e critico della sua storia, a causa del sovraffollamento dei detenuti che è arrivato a circa 670 ristretti(+225% che ne fa il carcere più affollato della nazione)  di cui molti violenti e prepotenti, a fronte di circa 300 posti , a cui si contrappone  una gravissima carenza di poliziotti penitenziari  senza eguali nella nostra nazione.

Il SAPPE è ben cosciente che le questioni del carcere di Foggia le deve risolvere l’amministrazione penitenziaria, però ormai siamo arrivati ad un punto(grazie al disinteresse e tradimento del DAP) per cui  eventuali conseguenze potrebbero creare problemi di sicurezza  ai cittadini ed al territorio, tutti ricordano l’evasione di 72 detenuti che terrorizzò la cittadinanza.

Abbiamo rappresentato che le  piante organiche dettate dal DAP  prevedono n.296 poliziotti per gestire 350 max 400 detenuti, mentre allo stato per 670 ristretti risultano amministrate circa 240 unità da cui depennare   le decine e decine di poliziotti a disposizione dell’ospedale militare poichè non c’è la fanno più a sostenere i ritmi impressionanti  per 12 ore ed oltre al giorno; i tantissimi  poliziotti che si stanno pensionando; il reparto delle traduzioni  che accompagna  i detenuti  nei tribunali, ospedali,  in altre carceri per trasferimento(anch’esso in forte carenza), nonché tutte le altre unità che devono consentire il corretto funzionamento dei servizi, per cui alla fine il personale che deve gestire i 680 detenuti, si riduce a numeri molto  risicati e preoccupanti.

Il SAPPE non può  più accettare la politica del DAP per cui carceri che hanno gli stessi detenuti di Foggia  abbiano circa il doppio delle   unità(Catanzaro 650 detenuti, 470 poliziotti in organico).

Ormai  i poliziotti  in servizio presso il carcere di Foggia  sono  costretti, come si diceva prima,  a turni di 12  ore ed oltre(con poche ore di riposo)  in cui  sono costretti  a gestire da soli  qualche centinaio di detenuti a testa , soprattutto nelle ore serali, in cui il penitenziario verrebbe ulteriormente sguarnito dagli invii  “non sempre urgenti” di detenuti presso le strutture sanitarie.

Abbiamo rappresentato che grazie a ciò nel carcere in alcuni momenti  della sera sarebbe  rimasto un numero insufficiente per gestire circa 670 detenuti, e per far fronte al  via vai di droni  che  portano materiale proibito( droga e telefonini) all’interno del carcere, per cui nonostante i  tantissimi sequestri non si riesce ad annullare od azzerare questo fenomeno.

Diciamo ciò poiché dai dati che ci hanno riferito  molte di queste urgenze si rivelerebbero dei  codici verdi con lunghe attese dei poliziotti e detenuti al pronto soccorso; senza dimenticare le numerose visite specialistiche che vengono richieste per cui il numero dei detenuti, anche pericolosissimi, che escono dal penitenziario per questi motivi  sono tanti, con il rischio che qualcuno di questi ponga in essere un tentativo di evasione(è già accaduto altrove)  con effetti devastanti per  i cittadini  che  frequentano tali strutture.

Il SAPPE ritiene che il “turismo sanitario” dei detenuti debba essere  ridotto al massimo anche impegnando l’ASL ad inviare nel carcere un maggior numero di specialisti, a partire dagli psichiatri considerato l’ingente numero di detenuti affetti  da problemi  mentali che in mancanza di cure  adeguate,scatenano la loro follia sugli altri detenuti, aggredendo i poliziotti oppure suicidandosi

Abbiamo ricordato  che  fino a quando la cura dei detenuti era devoluta all’amministrazione penitenziaria che disponeva di medici preparati e professionali anche per gestire i detenuti, il fenomeno del “turismo sanitario” non esisteva oppure era ridotto al minimo.

La lettera inviata al Prefetto di Foggia  è stata inoltrata oltrechè alla sindaca del capoluogo dauno, anche a tutti i parlamentari nazionali e regionali eletti nella provincia di Foggia , con   analoga preghiera di intervento in maniera “bipartisan”, poiché la situazione del carcere di Foggia  è drammatica sotto tutti i punti di vista, compresa anche la mancata  dignità della stragrande maggioranza dei  detenuti a cui , a causa di ciò, vengono negati i diritti minimi  previsti dall’art.27 della costituzione italiana, con  danni alle casse dello stato, a seguito dei risarcimenti richiesti dai detenuti per la mancanza dello spazio minimo vitale previsto dalle sentenze della CEDU.